«Marteniza» Martisorul, primavera e atmosfere dell’Est a Milano

16832257_1459814240726869_7129802321570768422_nDomenica 26 febbraio le comunità della Romania, Bulgaria e Repubblica Moldova propongono insieme la Festa del Mărtisor – Marteniza a Milano. In programma brevi interventi delle autorità pubbliche italiane e dei rappresentanti dei Consolati delle tre comunità presenti a Milano, danze tradizionali, laboratorio per i bambini e altre sorprese. Dalla Romania partecipa un gruppo di 30 docenti nell’ambito del progetto europeo di intercultura. La festa si svolge dalle 11 al Cam, in corso Garibaldi 27, dove verranno offerti anche dolci romeni.

img_20170226_120123La Marteniza è il simbolo dell’inverno che finisce e dell’arrivo della primavera. Consiste in un piccolo portafortuna fatto di fili rossi e bianchi di cotone o lana, realizzato anche in bracciali e piccole bambole di stoffa, denominate Penda (la femmina) e Pizho (il maschio). Lo scambio della Marteniza è anche un dono a Baba …

Marta (in Romania è la figura di Baba Dochia), come auspicio che la mitica vecchina faccia andare via il freddo e porti la primavera.

16997972_1295087607240196_6022134513807064768_nI colori della Marteniza simboleggiano il bianco della neve che si scioglie e il sole che scalda le giornate e i cuori; simboleggiano anche i capelli bianchi della vecchiaia e le guance rosse, e sono l’augurio per una lunga vita in buona salute. La Marteniza è anche un simbolo di pace e il nome richiama il dio Marte, legato alla guerra e alla primavera: anticamente in primavera con il bel tempo si scatenavano le guerre e il rosso simboleggia il sangue che riprendeva a scorrere, mentre il bianco ripropone il pallore delle donne per la partenza dei loro uomini alla guerra. Secondo una leggenda, il mitico fondatore del primo stato bulgaro Khan Asparuh, prima della partenza per una battaglia che si annunciava molto dura, promise alla sua giovane moglie che, finita la guerra, le avrebbe mandato un piccione con un filo bianco per comunicarle la vittoria. In battaglia Khan Asparuh rimase ferito al braccio e mentre legava il filo di lana bianco alla zampina del piccione il sangue lo colorò di rosso. Così sarebbe nata la prima Marteniza come simbolo di vittoria e di prosperità.

17021887_905344209568070_6799680309568651925_nLa Festa del Mărtisor è antica: si sarebbe affermata già nel IX secolo fra le popolazioni bulgare e si è poi estesa anche in altri paesi, particolarmente in Romania e nella Repubblica Moldova. Oggi la tradizione rivive portando la Marteniza sul braccio sinistro o alla sinistra del corpo, dalla parte del cuore: la si regala all’inizio di marzo a chi si vuol bene e si indossa fino ai primi segni della primavera, quando si scorge il volo di una rondine o di una cicogna oppure un albero in fiore. All’arrivo della primavera, non oltre però la fine di marzo, la si mette sotto una pietra o la si appende a un albero, esprimendo un desiderio. Con la libera Europa la suggestiva tradizione orientale della Marteniza è giunta anche in Italia. (F.d’A.) @ItaliaItaly.eu

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