Il lavoro occasionale per le famiglie/Il libretto famiglia

inps-nuovi-voucherRiparte il lavoro occasionale per le famiglie. La legge 23 giugno 2017, n. 96, di conversione del decreto legge n. 50 del 2017 copre, infatti, il vuoto normativo creatosi dopo la soppressione dei voucher. Ricordiamo che, a seguito del D. L. 17 marzo 2017, n. 25, convertito senza modificazione dalla legge 20 aprile 2017, n.49, la disciplina che regolava il lavoro accessorio previsto dagli articoli 48, 49 e 50 del D. Lgs. n. 81/2015 era stata abrogata. Ora, invece, per i piccoli lavori domestici, di giardinaggio o di manutenzione così come per l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità e per l’insegnamento privato supplementare viene introdotta una nuova modalità semplificata per la gestione del lavoro accessorio. Le nuove regole pur presentano alcune analogie con il vecchio lavoro accessorio, modificano in maniera strutturale la regolamentazione, limitandone l’utilizzo sia a livello soggettivo sia a livello oggettivo, e introducono nuove procedure per il pagamento che riguardano gli utilizzatori dei buoni lavoro ed i compensi dei prestatori.

Per le prestazioni di lavoro occasionale vengono introdotte due modalità di occupazione dei lavoratori che vedono applicare regole differenti a seconda delle caratteristiche dell’utilizzatore e delle attività prestate. Per le persone fisiche che utilizzano prestazioni non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, limitatamente ad alcune attività, debutta il «libretto famiglia»; negli altri casi, invece, è previsto il contratto di lavoro occasionale.

IL LIBRETTO DI FAMIGLIA

Per le collaborazioni familiari viene istituito il «libretto di famiglia», una modalità attraverso la quale le persone fisiche, al di fuori dall’esercizio di attività professionali o d’impresa ed entro i limiti economici previsti, possono richiedere a tutti i soggetti di svolgere prestazioni di lavoro occasionale esclusivamente per le seguenti attività:

  • piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, pulizia o

manutenzione;

  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.

Dunque, solo persone fisiche ed esclusivamente per le suddette attività riconducibili ad uso familiare.

Le differenze con i precedenti voucher utilizzati in ambito familiare sono sostanziali, in quanto in passato erano richiesti esclusivamente requisiti di carattere economico senza ulteriori condizioni in ordine al committente ovvero alle attività cui poteva essere adibito il lavoratore.

Circa il perimetro all’interno del quale si colloca il requisito della occasionalità vengono riprese le modalità già previste per i voucher, ma gli importi risultano ridotti ( v. infra).

Mediante il «libretto di famiglia» viene erogato, secondo le modalità previste dalla nuova disciplina sulle prestazioni di lavoro occasionale, il contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n.92, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Questa misura si presenta, quindi, come un libretto prefinanziato, che gli utilizzatori acquistano attraverso una piattaforma informatica Inps oppure presso gli uffici postali, che consente di richiedere le prestazioni di lavoro occasionale descritte in precedenza, remunerandole attraverso la consegna del buono. Il pagamento dei compensi ai prestatori viene effettuato mensilmente dall’Istituto nazionale di previdenza sociale mentre l’acquisto e la riscossione presso altri soggetti (es. tabaccherie) non sono più consentiti.

Ogni libretto di famiglia contiene titoli di pagamento di valore nominale pari a 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora.

L’utilizzatore può richiedere più libretti di famiglia nel corso del tempo a seconda delle proprie esigenze. Per ogni titolo di pagamento erogato sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla Gestione separata Inps, di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, stabilita nella misura di 1,65 euro, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.1124, stabilito nella misura di 0,25 euro. Un importo di 0,10 euro viene, poi, destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

Pertanto, come confermato dall’INPS con la circolare n. 107 del 5 luglio 2017, il costo totale per l’utilizzatore per ogni ora di lavoro è di 10 euro, mentre al  prestatore verranno erogate dall’Inps 8 euro, 2 euro sono, invece, destinati a coprire i contributi Inps, Inail e gli oneri per la gestione per come descritto in precedenza.

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