Lavoro badanti 2018: addio assistenza H24 con vitto e alloggio, obbligatorie 11 ore di riposo consecutive

Come cambiano i contratti di lavoro badanti 2018 dopo la sentenza che ha imposto 11 ore di riposo consecutive al giorno: l’assistenza H24 con vitto e alloggio deve essere distribuita tra due persone? Ecco come essere in regola ed evitare multe.

di Alessandra De Angelis

badanti-riposo-640x342Che cosa cambia per i contratti di lavoro badanti 2018 per soggetti che hanno bisogno di assistenza H24 dopo la recente sentenza della Cassazione in merito all’obbligo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive? Le novità sul lavoro badanti 2018 non riguardano solamente l’aggiornamento delle tabelle delle retribuzioni ma sono fortemente connesse anche alle ripercussioni di questa sentenza. Ci scrive a tal proposito Vittoria L. per avere informazioni a favore della madre, che lavora come badante ed è stata in passato obbligata dai datori di lavoro ad accettare i turni H24 e contratti di lavoro domestico con vitto e alloggio:
“ho letto che non sono più validi i contratti 24/24 che finalmente una lavoratrice dopo il turno di lavoro come badante ha il diritto di ritornare a casa sua e non può essere obbligata ad usufruire della formula vitto e alloggio…. Che è obbligatorio 11 ore di riposo consecutive. Quindi per un lavoro 24/24 devono essere due persone (una di giorno e l’ altra di notte?), è cosi?”.

La lettrice fa riferimento alla sentenza n. 24 del 4 gennaio 2018 con cui la Corte di Cassazione ha esteso anche al lavoro domestico il diritto al riposo giornaliero fissato a 11 ore consecutive. La conseguenza più evidente (e che sta suscitando grande interesse da ambo le parti coinvolte nel contratto di lavoro domestico) è proprio quella che richiede due persone per coprire il turno di giorno e di notte.

Badanti, l’assistenza H24 è illegittima: imposto riposo giornaliero di 11 ore consecutive

Il caso di specie riguardava una Onlus di Lecco che forniva personale per l’assistenza familiare H24 sull’assunto che le ore di riposo dei dipendenti non dovessero essere necessariamente consecutive. Secondo la Onluns amministrata da religiosi, infatti, il contratto Uneba – Unione nazionale istituzioni ed iniziative di assistenza sociale – nello “stabilire che le lavoratrici e i lavoratori avevano diritto a un riposo giornaliero di undici ore ogni ventiquattro ore, non aveva previsto che le ore di riposo dovessero essere consecutive, lasciando in tal modo intendere che la volontà delle parti contraenti era quella di derogare, come facoltà, al dettato normativo generale, al fine di introdurre una disciplina più rispondente alle realtà e alle esigenze aziendali e, quindi, non irrazionale”. I giudici però hanno dato ragione alle badanti facendo peraltro appello al decreto legislativo 66 del 2003 che ha recepito la direttiva comunitaria sull’orario di lavoro e che prevede per tutti i lavoratori il diritto alla “fruibilità in modo consecutivo” delle undici ore di riposo minimo giornaliero, “fatte salve le attività caratterizzate da periodo di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità”. Chi trasgredisce a questo diritto, oltre a multe salate (nel caso di specie una sanzione da 13.620 euro che però dovrà essere ricalcolata in conseguenza di alcuni cambiamenti legislativi intervenuti nel corso della causa), rischia una denuncia per sfruttamento della manodopera.

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