Sindrome Italia, la neofollia che colpisce le badanti/Badante romance, fara drepturi, fara vise @Confessione Reporter Rete4

Badanti romene, senza diritti e senza sogni


Quante volte abbiamo sentito parlare di badanti, o infermiere che dir si voglia, che  maltrattano i nostri poveri vecchi? Quante immagini orrende abbiamo visto su siti e televisioni che ci raccontano la ferocia di certe donne dell’est, dette romene, che schiaffeggiavano e malmenavano gli anziani d’Italia? 
Nella puntata di stasera di Confessione Reporter scoprirete invece una verità a troppi sconosciuta. Una verità che si chiama “sindrome Italia”. Una nuova malattia, anzi una neofollia, che colpisce badanti romene e moldave dopo anni e mesi di lavoro in Italia. Lavoro massacrante. Senza sonno. Spesso senza cibo. 24 ore su 24 senza riposo. 

video aici


Così per raccontarvi la tristezza e il dolore di queste donne sono andata a Iasi, città della Romania dove nell’ospedale di Socola medici esperti e compassionevoli curano le loro concittadine dopo terribili crolli di nervi. donne spossate che hanno paura di parlare, di confessare le loro fatiche. Donne che lasciano figli orfani di madri, e che per questo si ammalano di nostalgia. Figli che troppo spesso preferiscono rinunciare alla vita piuttosto che sopravvivere con l’ossessione che diventa l’assenza di una madre.
So già che reportage fabbricherà reazioni di benpensanti che condanneranno e negheranno racconti e storie. Ma il reportage, come ho già ribadito alla solita mangiatrice di social che mi critica spesso sulla rete, hanno il privilegio di mostrare le prove.I reportage, come questo, fanno sentire le voci, fanno parlare il dolore negli occhi. i reportage come questo infilzano il cuore anche a coloro che non vogliono ascoltare ne’ vedere. 

Stella Pende @Confessione Reporter Rete4

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/confessionereporter2019/puntata-del-18-giugno_F309839801000301

Badante romance, fara drepturi, fara vise

De câte ori am auzit de badante sau de asistente medicale, dacă preferați, care-i maltrateaza pe batrani? Câte imagini oribile am văzut pe site-uri și televiziuni care ne spun despre ferocitatea anumitor femei din est, cunoscute ca românce, care au pălmuit și bătut bătrânii în Italia? În episodul Confessione Reporter veți descoperi în schimb un adevăr prea putin cunoscut. Un adevăr numit „sindromul Italia”. O nouă boală care afectează îngrijitorii români și moldoveni după ani și luni de zile de muncă în Italia. O munca zdrobitoare. Fără somn. Adesea fără mâncare. 24 de ore pe zi fără odihnă.

Ca să vă povestesc despre tristețea și durerea acestor femei, m-am dus la Iași, un oraș din România, unde în spitalul Socola, medici cu experiență și compasiune le trateaza pe concetatenele lor, femei care isi lasa copiii orfani de mamă și care se îmbolnăvesc de nostalgie. Copiii care prea adesea preferă să renunțe la viață decât să supraviețuiască cu absența mamei care devine o obsesie.
Știu deja că acest raport va produce reacții din partea celor care vor condamna și vor nega povesti și povestiri. Dar acest reportaj, așa cum am reiterat deja, are privilegiul de a prezenta dovezi. Reportaje ca și acesta fac ca vocile să fie auzite, fac ca durerea sa le fie citita in ochi. Raportajele de acest gen strapung inima chiar si a celor care nu vor să audă sau să vadă.

Stella Pende

(Traducerea si adaptarea Silvia Dumitrache)

6 gânduri despre &8222;Sindrome Italia, la neofollia che colpisce le badanti/Badante romance, fara drepturi, fara vise @Confessione Reporter Rete4&8221;

  1. Da , este foarte adevărat , una dintre aceste badante sunt si eu , este prima data cind citesc acest reportaj trist dar adevarat , sa vb de multe ori ca romîncele noastre maltrateaza batrînii in Italia , dar niciodata nu sa vb cum suntem noi maltratate de batrîni si chiar de familiile lor , eu acum regret pentru decizia care am luat o in 2006 de a munci in Italia , am suferit ca multe alte romînce , de toate …..şi în final am ajuns la vîrsta de 55 de ani cu plasa la abdomen operată de iernie ombilicală , operată de colecist , din cauza stresului am făcut si diabet acolo si multe alte probleme de sanatate , acum îmi plîng singură de milă dar nu mai este nimic de făcut , merg pe la doctori să mă ajute cu problemele de sanatate ….

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  2. Lavoro come badante, e ho tante amiche che fanno lo stesso lavoro, in provincia di Varese. In particolare una amica, che lavora in nero, xche la famiglia a fatto i documenti per accompagnamento della signora che deve essere curata, a una nipote che non ha voglia di lavorare. La cognata dalla signora (che dirige i soldi) non ha voglia di fare neanche la spesa, x signora. La cognata essendo una persona che fa volontariato a Caritas, gli porta da mangiare tanti alimenti che li trova la, che sono scaduti (o 1-2 giorni x scadenza). Mia amica:
    non ha 2 ore libere al di,
    non ha giorno libero a settimana,
    non ha feste legali,
    va una volta a 2 settimane a comprarsi da mangiare, con i propri soldi,( prodotti che mangia anche la signora che cura)
    La cognata e molto arrabbiata xche la signora anche se ha Alzheimer, ed altre malattie, essendo molto bene curata da mia amica, vive ancora a 94 anni.
    In conclusione : CHE COSA FA LA LEGGE X MIA AMICA ?????

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    1. In legatura cu probleme de munca, va puteti adresa Ambasadei Romaniei din Italia: Biroul ataşatului pentru probleme de muncă
      Andrei SFÎRLOAGĂ, ataşat pentru probleme de muncă şi sociale Tel: (+39) 06 806 96 326 E-mail: roma.social1@mae.ro; Mirela VIDEA, ataşat pentru probleme de muncă şi sociale Tel: (+39) 06 806 96 326 E-mail: roma.social@mae.ro http://roma.mae.ro/contact
      Cele bune!

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  3. este adevarat este foarte greu , si eu sunt foarte bolnava ,din cauza stresului am o fibromialgie foarte urata. nu ma crede nimeni nu am forta ,stabilitate ,oboseala cronica dupa circa 12 ani lucrati cu acte dar an total sunt vreo 18 ani de munca ca de sclavi la unele familii nu la toate… acum de 2 luni am cazut din cauza instabilitati am avut piciorul an gips 35 de zile acum trebuie sa stau anca 45 zile cu tutore nu sunt platita de nimeni tot acest timp…dar dupa ce va trece voi putea lucra nu cred chiar …antrebarwa e ce trebuie sa fac? nu stiu de ce nu avem si noi medicale platite? platim la stat si noi si familia …dece nu avem drepturi egale? multumesc de antelegere

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    1. Quando la colf è in malattia?
      Un collaboratore domestico si considera in malattia, alla pari degli altri lavoratori dipendenti, quando ha una temporanea inabilità al lavoro (è impossibilitato a lavorare) a causa di una patologia. La malattia deve essere certificata da un medico. Il lavoratore deve avvertire tempestivamente il datore di lavoro entro l’orario di inizio della prestazione lavorativa e fargli pervenire il certificato medico entro 2 giorni dal relativo rilascio.

      Sino a quando la colf in malattia ha diritto alla conservazione del posto?
      Quando è ammalato, il lavoratore domestico, convivente o non convivente, ha diritto alla conservazione del posto, per periodi differenti secondo l’anzianità maturata presso la stessa famiglia:

      10 giorni, per anzianità fino a sei mesi;
      45 giorni, se ha più di sei mesi e fino a due anni di servizio;
      180 giorni, se l’anzianità di servizio supera i due anni.
      I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell’anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall’evento. I periodi sono aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla competente Asl.

      La malattia della colf è pagata dall’Inps?
      Per quanto concerne la malattia, l’Inps non assicura i lavoratori domestici per questo rischio. La retribuzione nei giorni di malattia è dunque a carico del datore di lavoro, ma solo fino a un numero massimo di giorni nell’anno solare.

      Sino a quando deve essere pagata la colf in malattia?
      Per la precisione, il datore di lavoro è tenuto a pagare i primi 3 giorni di malattia nella misura del 50% della retribuzione, e le successive giornate lavorative nella misura del 100% della retribuzione, sino a un massimo di:

      8 giorni, per anzianità di servizio inferiore a 6 mesi;
      10 giorni, per anzianità di servizio da 6 mesi a 2 anni;
      15 giorni, per anzianità di servizio oltre i 2 anni.
      Prendendo, ad esempio, il caso in cui la durata della malattia della colf, con oltre 2 anni di anzianità lavorativa, superi i 15 giorni, l’assenza deve essere retribuita al 50% per i primi 3 giorni ed al 100% per i successivi 12.

      Come si calcola la paga della colf in malattia?
      Il calcolo della retribuzione dovuta per la malattia dei lavoratori domestici, in caso di paga mensile, si effettua in questo modo: retribuzione mensile diviso 30 (giornate da considerare), moltiplicato per il numero di giornate da retribuire (o moltiplicato per 50% e successivamente per 3, nelle prime 3 giornate retribuite a metà).

      Facciamo subito un esempio pratico per capire meglio:

      retribuzione mensile pari a 800 euro;
      malattia: 15 giorni di calendario
      retribuzione malattia:
      primi 3 giorni: 800/30 = 26,67 x 50% = 13,33 x 3 giorni = 40 euro
      giorni dal 4° al 15°: 800/30 = 26,67 x 12 giorni. = 320,04 euro

      Se vuoi effettuare il calcolo sulla base della paga oraria, invece, devi:
      innanzitutto, ricavare la retribuzione oraria, dividendo lo stipendio mensile per il numero di ore lavorate nel mese (quindi 800/147- le ore mensili corrispondono alle ore settimanali moltiplicate per 4,333; chiaramente gli arrotondamenti possono determinare lievi imprecisioni): otteniamo una paga oraria di 5,44 euro;
      considerando che l’orario di lavoro è pari a 34 ore settimanali
      e che la malattia ha una durata complessiva indennizzabile di 15 giornate;
      bisogna calcolare separatamente:
      la retribuzione per i primi 3 giorni di malattia, con la seguente formula:
      [(paga oraria x ore settimanali concordate x n° settimane nell’anno) / 12] / 30 x 50% x 3 giorni carenza;
      di conseguenza la formula, nel caso preso ad esempio, sarebbe:
      [(5,44 x 34 x 52) / 12] / 30 x 50% x 3 = 40,07 euro
      la retribuzione per gli ulteriori 12 giorni di malattia, con la seguente formula:
      [(paga oraria x ore settimanali concordate x n° settimane nell’anno) / 12] / 30 x 12 giorni
      pertanto la formula, nel caso di specie, sarebbe:
      [(5,44 x 34 x 52) / 12] / 30 x 12 = 320,59 euro
      In base a quanto esposto, il risultato della retribuzione per malattia colf è lo stesso per entrambe le modalità di calcolo, tolte le lievissime imprecisioni dovute all’arrotondamento nella determinazione dell’orario mensile.

      Alla colf in malattia spettano vitto e alloggio?
      Durante le giornate di malattia deve essere aggiunta alla retribuzione ordinaria l’indennità sostitutiva convenzionale di vitto e alloggio solo qualora per contratto la colf già ne usufruisca, e solo nel caso in cui non sia degente in ospedale o presso il domicilio del datore di lavoro.

      La colf convivente può trascorrere la degenza per malattia fuori dall’abitazione?
      In base alle disposizioni del contratto collettivo lavoratori domestici, che prevedono la corresponsione dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio nel caso in cui la colf non sia degente in ospedale o presso l’abitazione del datore di lavoro, appare chiaro che sia possibile che la colf trascorra la degenza al di fuori del domicilio del datore: in questi casi, però, deve essere erogata un’indennità sostitutiva di vitto e alloggio.

      A quanto ammonta l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio?

      Nel 2018, l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, per colf e badanti, è pari a 5,53 euro al giorno (i valori, indicati nella tabella F allegata al contratto collettivo dei lavoratori domestici, sono rivalutati annualmente), così suddivisi:
      1,93 euro per il pranzo;
      1,93 euro per la cena;
      1,67 euro per l’alloggio.
      Effettivamente si tratta di un importo piuttosto basso, che non appare sufficiente a coprire le spese relative ai pasti, o all’affitto di una stanza. Tuttavia, il contratto collettivo dei lavoratori domestici non stabilisce, per il datore di lavoro, l’obbligo di rimborsare le spese effettive sostenute dalla badante in caso di degenza fuori dall’abitazione; ribadisce invece in più punti (ad esempio relativamente alle ferie) che, quando il lavoratore domestico non usufruisce del vitto e dell’alloggio, spetta l’indennità sostitutiva, corrispondente ai valori della tabella F allegata al contratto stesso.

      Ad ogni modo, nulla impedisce che il datore di lavoro possa corrispondere importi maggiori, per venire incontro alle esigenze della colf in malattia che deve trascorrere la degenza fuori casa.

      Che cosa fare in caso d’infortunio o malattia professionale della colf?
      Per quanto riguarda gli infortuni e le malattie professionali, il datore di lavoro domestico ha l’obbligo di inviare una denuncia all’Inail:

      entro le 24 ore e telegraficamente, se mortali o presunti tali;
      entro 2 giorni dalla ricezione del relativo certificato, se non guaribili entro 3 giorni;
      entro 2 giorni dalla ricezione del relativo certificato di prosecuzione, per gli eventi inizialmente pronosticati guaribili entro 3 giorni ma non guariti; un’altra denuncia deve essere rimessa negli stessi termini all’autorità di pubblica sicurezza.
      I privati cittadini in qualità di datori di lavoro sono esclusi dall’obbligo di comunicazione in forma esclusivamente telematica per le denunce di infortuni occorsi a colf e badanti [1]. https://www.laleggepertutti.it/234423_malattia-colf-come-gestirla

      INPS https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=45744

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