“Sindrome Italia. O delle vite sospese”

di e con Tiziana Francesca Vaccaro
musiche Andrea Balsamo
luci Domenico Cicchetti
cura e organizzazione Vittoria Eugenia Lombardi 
in collaborazione con Officine Papage, Trac – Residenze Teatrali
con il sostegno della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Comune di Rubiera
un ringraziamento a La Corte Ospitale

Nel 2005, Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych, due psichiatri ucraini, intuiscono che alcune donne in cura nel loro reparto presentano un quadro clinico diverso dagli altri. Sintomi che hanno imparato a riconoscere in anni di attività (cattivo umore, tristezza persistente, perdita di peso, inappetenza, insonnia, stanchezza, e fantasie suicide) si innestano su una frattura del tutto nuova, che mescola l’affievolirsi del senso di maternità a una radicale scissione identitaria. Queste donne sono giovani madri e in comune hanno una storia precisa: gli anni vissuti in Italia lavorando come colf e badanti, lontane dalla loro famiglia e dai loro figli. Hanno in comune il ritorno nella terra d’origine e il non sapere più a quale famiglia appartengono.
“Sindrome Italia. O delle vite sospese” racconta di adattamento e metamorfosi, di vite sospese in un presente sbiadito, un purgatorio tra un passato di ricordi e un futuro solo immaginato, storie di vita raccolte da Tiziana Francesca Vaccaro attraverso numerose interviste e testimonianze a donne dell’Est Europa nel corso di un lungo lavoro di inchiesta condotto in collaborazione con „Adri – Associazione Donne Romene in Italia”.
Di queste, una è la Storia tra le storie, della donna (Vasilica Baciu) che ha incontrato e lottato contro la malattia che porta il nome del nostro Paese: „Sindrome Italia”, la „malattia delle donne dell’Est”.

Onorate di aver contribuito alla realizzazione dello spettacolo.

Nata da interviste e testimonianze, all’interno di un’inchiesta condotta da Tiziana Francesca Vaccaro in collaborazione con Associazione Donne Rumene in Italia – ADRI, Sindrome Italia racconta storie di vite sospese, storie di donne dell’Est europeo che hanno in comune un fatto biografico preciso: anni vissuti in Italia lavorando come colf e badanti, lontane dalla loro famiglia e dai loro figli, e poi il ritorno nella terra d’origine e lo smarrimento. Il titolo evoca un quadro clinico inedito ma ormai diffuso, intuito già nel 2005 da due psichiatri ucraini alle prese con il disagio femminile accompagnato da una radicale scissione identitaria. https://spettacolo.emiliaromagnacreativa.it/it/evento/sindrome-italia-o-delle-vite-sospese-primo-studio/; https://www.sassuolo2000.it/2019/06/10/lemilia-e-una-notte-2019-lestate-alla-corte-ospitale-dal-12-giugno-al-22-luglio/; http://www.corteospitale.org/lemilia-e-una-notte/nuova-rassegna-page/nuova-rassegna-spettacolo-page-6/

Un gând despre &8222;“Sindrome Italia. O delle vite sospese”&8221;

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