“Invisibili ma necessari. Immigrati e lavoro agricolo”

Lo sfruttamento non è inevitabile

Secondo Ambrosini, quello del bracciante agricolo è un tipico esempio di uno dei “lavori delle 5p” destinati agli immigrati: lavori precari, pesanti, pericolosi, poco pagati e penalizzati socialmente, ovvero caratterizzati da un basso prestigio sociale. Ma per il docente lo sfruttamento del lavoro di raccolta in agricoltura, dovuto a scarsi investimenti e arretratezza tecnologica, non è inevitabile. Esso è un fenomeno che non riguarda solo il Mezzogiorno ed è troppo spesso tollerato sia socialmente che politicamente, come dimostrato dalla presenza delle baraccopoli. Alle volte coinvolge anche gli stessi immigrati, come accade per intermediari e trasportatori. Solitamente le condanne morali riguardano solo il caporalato, lasciando indenni i proprietari agricoli.

Sfruttamento del lavoro e dell’ambiente

Per Manisera il modo in cui oggi produciamo il cibo comporta due tipi di sfruttamento: quello dei lavoratori e quello dell’ambiente. Il voler a tutti i costi massimizzare la produzione e la ricerca dell’estetica del prodotto vuol dire, in realtà, utilizzare sempre più diserbanti distruggendo l’ambiente. Così questo tipo di produzione agricola danneggia non solo i diritti dei lavoratori, ma anche il nostro diritto alla salute.
citeste mai mult “Invisibili ma necessari. Immigrati e lavoro agricolo” @PiuCulture 27 agosto 2020

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