Il dramma degli „orfani bianchi” romeni nelle foto di Lavinia Nocelli @SkyTg24

Si legge poco sulla sofferenza e la rete di criminalità che circondano l’emigrazione romena in Italia. Su questo si è soffermata la giovane fotoreporter, raccontando in una selezione di scatti analogici in bianco e nero la dolorosa separazione tra le famiglie e lo stigma che ancora riguarda la popolazione romena in Italia.

Intervista per Lo Spunto Fotografico

di Chiara Piotto

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Un’indagine sulle conseguenze psicologiche dell’emigrazione romena in Italia, e sulle donne che ci arrivano tra speranze di una vita migliore e abusi. Nelle immagini di Lavinia Nocelli c’è il dolore delle madri costrette a lasciare i figli in Romania, la sofferenza di quei figli, “orfani bianchi”, rimasti ad aspettarle a casa. E c’è l’indifferenza che nel nostro Paese nasconde il problema, mescolata ai tanti pregiudizi che ancora circondano la popolazione romena, in particolare le badanti

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Sono stati i numeri, l’abbandono e il silenzio cosciente che attraversa il nostro Paese a spingermi a lavorare su questo progetto. L’emigrazione romena riguarda tutti, così come il pregiudizio verso il diverso. Fatichiamo a interessarci a ciò che ci sembra distante”, dice la fotogiornalista

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“Volevo soffermarmi sull’aspetto psico-sociale del problema”, continua Nocelli, “non ero mai stata in Romania prima, quindi ho contatto un’attivista romena che da anni si batte per queste donne e abbiamo iniziato a cercare le storie”

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“Mi ha particolarmente colpita il ruolo dell’amore nelle vicende delle donne vittime di tratta tra l’Italia e la Romania”, dice la reporter. “Da bambine vengano adescate dai loro ‘uomini’, che poi sono trafficanti, e finiscono per essere vendute come merci” 

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“La maggior parte di loro resta intrappolata nella prima relazione, finendo per credere che davvero il partner le ami; poi iniziano le richieste, la prostituzione e gli abusi. Qualcuno tra quegli aguzzini viene arrestato, ma sono pochi. Le giovani donne continuano a cercare uomini simili: scambiano gli abusi per amore” 

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L’aspetto della malattia mentale è stato quello più difficile da rendere in foto. Per poter ritrarre i disturbi psicologici bisogna entrare dentro una persona, raccontare la sua intimità”, continua Nocelli

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„Nessuno mostra facilmente le proprie difficoltà agli altri, perché ci si espone al giudizio, a qualcosa che potrebbe ferirci. La malattia mentale la racconti da vicino, quindi, ma ciò che non si vede allunga le distanze”

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„Entrare in quella realtà in punta di piedi non è stato facile”, aggiunge la reporter, „dietro il dramma che stavo documentando c’è una grande sofferenza che andava rispettata, un sentimento condiviso dall’intera comunità”

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„La Romania soffre di un vuoto d’affetto, di una mancanza d’amore che si può quasi afferrare: la vedi, ma è come se nessuno avesse imparato a curarla. Non volevo che il mio fosse un semplice racconto della desolazione”

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Il progetto è stato realizzato nel corso del 2019 e ha ricevuto la menzione speciale del premio Letizia Leviti 2020, dedicato ai giornalisti under 35.

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Lavinia Nocelli è una fotogiornalista di Senigallia. Si occupa di migrazioni e conflitti sociali, ha realizzato reportage nei campi profughi di Dunkerque e Calais, in Romania, Albania, Irlanda del Nord e a bordo della Sea Watch. Nel 2020 ha fondato l’agenzia di curatela fotografica Maatrice, di cui è Direttrice Il sito di Maatrice

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@SkyTg24

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